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LA
STORIA
La storia del Palazzo e del Castello è legata in buona parte a quella del borgo, che, allora popoloso sorgeva da antica data, alle falde del Castello che lo proteggeva, nei prati sottostanti, detti Pradoni o Prati Cesarei, fortemente difeso dal Torrente e da palizzate e valli, là dove vi è tuttora il Palazzo di casa Malingri e forse la Chiesa antica Parrocchiale. Distrutto nel 1219
dai vercellesi il borgo di Bagnolo, fu stabilito da parte dei duchi di
Savoia (il 31 marzo 1293) di trasferirlo al piano "in planum revertamur",
presso il convento di S. Pietro. In tale convenzione si fissò persino
il luogo di adunata degli Amministratori della Comunità. Ma tale
convenzione non si eseguì per la naturale riluttanza degli uomini
di Bagnolo di scendere al piano, reputato malsicuro in quei tempi torbidi
di continue guerre devastatrici, perché non protetto dal forte
Castello: prova di ciò è unordinanza del 29 ottobre
1338 di Giacomo di Acaja che intima nuovamente la discesa a S. Pietro
(1). Nella guerra per la signoria del Marchesato di Saluzzo, nel XVI sec. Francesco I di Francia devastò Bagnolo, che a pace fatta vi segnò il confine tra il dominio francese di Saluzzo e le terre dei Savoia, cui Bagnolo rimase sempre ligia: la strada Barrà con la Torre Cairà (località S. Grato) ed altre torri, ora diroccate, protette da valli e da trincee e appoggiate allallora formidabile fortezza di Cavour ed al Castello di Bagnolo, indicano ancor oggi il confine antico fra Francia e Savoia. Più tardi nelle guerre fra Enrico IV e Carlo Emanuele I° il maresciallo Lesdinguinés saccheggiò Bagnolo, uccidendo gran parte degli abitanti, conquistando il Castello che venne smantellato e diroccato in gran parte. Allinizio del XVII sec. il maresciallo Catinat, dopo aver distrutto Cavour, saccheggiò Bagnolo, ma non poté impadronirsi del Castello, validamente difeso con metodi evoluti e con artiglierie. Nel XVII sec. poi i Valdesi, incendiato Fenile e Campiglione, tentarono un colpo di mano su Bagnolo, ma furono respinti con gravi perdite. In seguito i Valdesi per stipulare un trattato di pace con i Savoia chiesero ed ottennero la testa di Gian Bartolomeo Malingri che aveva combattuto e vinto contro di loro sanguinose battaglie. Nel 1690 dopo la disfatta di Staffarda, il Duca Vittorio Amedeo II inseguito dalla Cavalleria francese si rifugiò sotto la protezione del castello e sostò nel ridotto del castello, al Castellino. Una lapide in pietra sul pozzo della cascina ricorda questo avvenimento. Nel 1797 i Francesi della rivoluzione occuparono Bagnolo, ma furono scacciati nel 1799 dal generale Kutusooff (eroe di Guerra e P di Tolstoi) che li annientò a Bibiana. Il Castello di Bagnolo ed il Palazzo furono sede durante la II guerra mondiale del Comando Partigiano di Zona delle Brigate Garibaldi ed offrirono sicuro rifugio a molti combattenti delle formazioni partigiane. In quel periodo il Castello, il Palazzo ed il giardino furono anche presi di mira dai cannoni tedeschi che fortunatamente devastarono soltanto vigne e pinete allintorno. NOTE 1) Neppure allora i Bagnolesi obbedirono, cosicchè nel 1400 il Principe dAcaja Amedeo, minacciando gravi sanzioni, proibì nellantica borgata ai piedi del Castello i negozi alimentari, gli ordigni tessili, le fucine, ecc. La discesa al piano, divenuti i tempi ormai più tranquilli, ebbe allora inizio ma non fu poi decisa che nel XVI secolo sotto lenergica ingiunzione del duca Emanuele Filiberto e del suo feudatario Malingri, che assecondò il suo Sovrano ed acquistò i territori dellantico borgo rendendoli allodiali. 2) Il primo Malingri del quale si hanno documenti è Pietro signore di saint Gènix diocesi di Bellay, del quale si trova allarchivio di stato di Torino, un atto riguardante le terre possedute a Bagnolo (30 maggio 1351). 3) Le poesie sono pubblicate in "Poesies dun noble Savoyard-Piemontais. Le sire Malingri Maitre dhotel del Monsiguer le prince de Morée". Bollettino dellassociazione fra Oriundi e Nizzardi italiani N° 4-1914 Torino. 4) Dal documento di investitura "Avendovi Noi presenti e considerando i molti, grati et accettissimi servizi a Noi pre- stati in varie occasioni e maniere per il diletto consigliere e scudiere nostro Amedeo Malingri, maestro del palazzo, che nella guerra espose con tutta la volontà e coraggio la sua Persona a grandissimi pericoli per onore del suo Signore e sostenne talvolta durissima prigionia e considerando gli altri suoi meriti e lo zelo illuminato con cui trattò i negozi a lui affidati, non risparmiando fatiche, veglie ecc. per tali cause e per altre, che muovono lanimo nostro, noi diamo e consegnamo ad amedeo Malingri in feudo nobile, gentile, antico, avito e paterno... il Castello, la Villa e gli uomini immediati di Noi stessi del luogo di Bagnolo, col mero e misto impero, omnimoda giurisdizione alta, media e bassa...". Si può notare come questo documento nomina, oltre al Castello, la Villa ora il Palazzo.
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CASTELLO
DI BAGNOLO - Via Palazzo, 23 - Bagnolo Piemonte - (CN) - ITALIA - email
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